Sfhir, Man O ‘Matic, TMX, Toni Espinar, Ele Man, Ozon, Solo, Diamond, Riccardo Buonafede, Stefania Marchetto e Alessandro Rizzotti, sono solo alcuni dei nomi di fama internazionale che sono stati chiamati ad abbellire gli edifici di Diamante, in provincia di Cosenza, nell'ambito del festival di arte urbana Operazione street art (OSA). Per il secondo anno consecutivo Diamante diventa una città d'arte con un programma di nuovi interventi artistici e di progetti attivi fino al 15 settembre 2018. Una volta concluso il festival, le opere di street art diventeranno parte dell'eredità della città.

Diamante, soprannominato "Il paese dei nasi all’insù” fin dal 1981 da Nani Razetti, ha una lunga tradizione artistica tipica del luogo. OSA18 si propone di continuare la sua storia richiamando ogni anno artisti internazionali per le vie dell'antico borgo diamantese. Il tema di questa seconda edizione del festival è sui diritti umani. Gli artisti sono chiamati ad esprimersi sull'argomento sociale, con un'attenzione e sensibilità particolare sulla violenza contro le donne e la discriminazione di ogni genere. OSA è l'esempio di quanto l'arte possa essere potente e coinvolgente. Il festival dall'intera comunità di Diamante. Gli artisti, proveniente da ogni parte d'Europa, si esprimo su tematiche contemporanee con opere che rendendo Diamante la "Città dei murale".

Una migrate incinta su un'imbarcazione in mezzo al mare, una gigantesca scritta "resistenza", sono solo alcune delle opere realizzate per il festival di arte urbana Operazione street art. OSA non è però solo street art ma anche dibattito e riflessione. Per informare ed educare la cittadinanza sul tema dei diritti umani sono stati organizzati diversi eventi come una caccia al tesoro tra i murale il 14 sera e la realizzazione di un'opera di street art in tempo reale il 15 settembre. Diamante oggi conta oltre 300 murales di artisti provenienti da tutto il mondo. "Diamante si pone come una vera e propria galleria a cielo aperto", spiegano gli organizzatori dell'associazione culturale HazArt, "che obbliga visitatori e turisti a fermarsi e ammirare le opere dipinte per il centro".