"Per Parigi, l'apertura della Fondation Louis Vuitton rappresenta una nuova avventura culturale. É come qualsiasi altro luogo dedicato all'arte, l'arte contemporanea in particolare, un luogo di scambio, con gli artisti, con il pubblico parigino, francese e di tutto il mondo", dichiara Bernard Arnault, proprietario del gruppo del lusso LVMH, a capo della prima fortuna francese, secondo la rivista Forbes, la prima in Europa e la 4ª a livello mondiale nel 2011 con un patrimonio stimato di 41 miliardi di dollari. Oggi apre al pubblico un luogo di emozione e di riflessione per tutti i visitatori. Frank Gehry ha progettato per LVMH un edificio che, per la sua forza e unicità, è in linea con i monumenti della capitale francese ed è destinato a diventare un nuovo simbolo di Parigi.

L'inaugurazione di quello che sarà il nuovo polo attrattivo per l'arte e l'architettura contemporanea di Parigi avverrà in tre fasi, da ottobre 2014 a settembre 2015. La prima fase, che vede l'apertura al pubblico il 27 ottobre 2014, è dedicata alla scoperta dell'architettura dell'edificio stesso con una mostra sulla costruzione della Fondazione. Tale esposizione sarà accompagna da alcune collezioni permanenti di arte, poesia, scultura e musica in risonanza con l'edificio. Inseparabile dall'immagine dell'edificio, dotato di un progetto di arte su larga scala, la Fondazione Louis Vuitton intende integrarsi completamente nel paesaggio parigino e diventare un riferimento internazionale negli anni a seguire: ha aperto una nuova architettura di riferimento del XXI secolo.

Il progetto di Frank Ghery per LVMH è un grande vaso con dodici vele dalla scultorea copertura in vetro nel Bois de Boulogne, ai margini del viale del Mahatma Gandhi, accanto al Jardin d'Acclimatation. Situato su uno specchio d'acqua creato per l'occasione, l'edificio si inserisce nell'ambiente dei boschi e giardini naturali, giocando con effetti di luce e specchi. Con una superficie totale sviluppata su 11 000 metri quadrati, Frank Gehry offre 11 gallerie dedicate alla presentazione delle collezioni, interventi di artisti e mostre temporanee, un auditorium dalle configurazioni variabili e dalla capacità scalabile da 360 a 1.000 persone, e terrazze che godono di una vista eccezionale di Parigi, de La Defense e dei suoi dintorni. Guidato dal ricordo di Proust, Ghery è stato ispirato dalla leggerezza del vetro e dalle architetture del giardino di fine dell'Ottocento per il primo schizzo della Fondation. Eseguendo molti modelli, l'architetto ha dato impulso alla costruzione concepita come una barca o una nave appoggiata sul suo bacino, separata dall'acqua che scorre attraverso una cascata. La scelta dei materiali esprime la nozione di trasparenza: un involucro di vetro copre il corpo della costruzione, assemblando i vari blocchi chiamati "iceberg" e dandogli volume e movimento: "Come il mondo è in continua evoluzione, abbiamo voluto progettare un edificio che evolve nel tempo e la luce per creare una stampa istantanea e in costante cambiamento". La sfida architettonica è parte già di uno dei progetti di punta dell'architettura del XXI secolo. Non resta dunque che recarsi a Parigi il prima possibile per ammirare questa nuova icona nascente dell'architettura contemporanea.