29 Dicembre 2016
12:18

Previsioni per il 2017: ecco cosa aspettarsi dal prossimo anno

Costruzioni che si auto-riparano, materiali anti-inquinamento, architetture biodinamiche e tecnologia sono solo alcune delle caratteristiche del design del 2017.
A cura di Clara Salzano

In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un mondo sempre più i-tech, a case sempre più tecnologiche e mobili capaci di trasformarsi ed assecondare tutte le esigenze della società contemporanea. Ma nel 2017 si registrerà un cambio di rotta, un ritorno sempre più insistente verso il mondo naturale. E anche se la storia del design e dell'architettura è piena di analogie con il mondo naturale – dal decor ai motivi art nouveau fino allo studio dell'ala di gabbiano di un aereo, la sua vera integrazione con l'ambiente costruito deve essere ancora pienamente realizzata. "Credo che le più grandi innovazioni del 21° secolo riguarderanno l'intersezione della biologia con la tecnologia, diceva Steve Jobs nel 2011. Da allora, nonostante i grandi progressi tecnologici, nel mondo reale ancora non si è assistito ad una vera trasformazione in campo architettonico nel segno del biodesign ma chissà che il 2017 non sia l'anno giusto per questo cambiamento.

Materiali in grado di rigenerarsi e costruzioni che si mimetizzano nella natura saranno un must del 2017. Uno dei primi esempi di questa trasformazione nel segno dell'architettura naturalista è la realizzazione di un sempre maggior numero di edifici eco-compatibili, che si integrano con la natura o che restituiscono al pianeta spazi verdi, come il Bosco Verticale. In India nord-orientale, gli abitanti attraversano ponti in radici di alberi naturali che esistono da 180 anni. Per creare queste strutture, le radici degli alberi vengono guidate ad intrecciarsi per colmare il vuoto sottostante. Il processo può richiedere più di 15 anni fino a quando il ponte è in grado di trasportare il traffico pedonale: una volta che il ponte diventa funzionale, si rinforza sempre di più nel tempo senza necessità di manutenzione. Lo stesso risultato si può ottenere in tempi più brevi attraverso l'utilizzo di microorganismi. Questo è un esempio di come l'uso del biodesign può essere usato nel mondo delle costruzioni.

È recente l'invenzione di un asfalto auto-riparatore: Henk Jonkers della Delft University of Technology nei Paesi Bassi, ha ideato un modo per donare una vita più lunga al calcestruzzo. "Abbiamo inventato il bioconcrete – il primo calcestruzzo che si auto-ripara con i batteri". Il bio-calcestruzzo è un "legante vivente"che sana le sue stesse crepe grazie alla presenza, nella normale miscela di cemento, di un "agente di guarigione" che resta intatto durante la miscelazione, e si attiva solo in caso di fessure e contatto con l'acqua. Il bio-cemento del team della Newcastle University è fatto di batteri che vivono; i geni sarebbero programmati per rispondere all'ambiente circostante. Sarebbe possibile così avere strutture che reagiscono alle sollecitazioni del terreno indipendentemente dall'intervento umano come nel caso dei terremoti. Il cemento di Henk Jonkers non solo si auto-ripara ma fa anche risparmiare denaro in manutenzione. Gli edifici potranno colmare le proprie crepe e l'asfalto delle strade potrebbe assistere alla fine delle buche. Nel 2017 dunque, non bisognerà preoccuparsi di danneggiare i pneumatici. Materiali simili al cemento che si auto-ripara saranno inseriti in tutto il mondo delle costruzioni con processi di crescita simili alle colture idroponiche.

I ricercatori continuano ad esplorare il potenziale dei metodi di fabbricazione digitale. Le costruzioni saranno sempre più realizzati da macchinari in grado di riprodurre le strutture naturali, resistenti per forma e materiale, come gli alveari, i gusci dei coleotteri e i nidi dei ragni d'acqua. Nell'Università di Stoccarda, la costruzione dei padiglioni è intrapresa dal robot KUKA che lavora in tandem per avvolgere le fibre intorno a dei telai in acciaio sottile creando strutture resistenti e leggeri come ragnatele. Nel 2017 si consoliderà dunque questa fusione tra tecnologia e architettura è solo la punta di un iceberg. sarà 2017 sarà l'anno in cui le metodologie di costruzione ibridi finalmente emergono da sotto la superficie dell'acqua?

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