Leon Battista Alberti dipingeva nel Rinascimento la sua città ideale come nel 1960 Niemeyer progettava Brasilia. Nei secoli tutti i grandi progettisti si sono interrogati su quale fosse la città ideale. In Corea del Nord la città modello si chiama Pyongyang, che non ha un organizzazione sistematica né una pianta prestabilita. Pyongyang è Kitsch, colorata e dinamica, la capitale della Corea del Nord è una metropoli come nessun'altra, come raccontano e immagini di Cristiano Bianchi e Kristina Drapić che hanno raccolto nel loro  viaggio fotografico pubblicato nel libro “Model City Pyongyang”.

In molti dicono che Pyongyang sembra uscita da un film di  Wes Anderson. Il libro “Model City Pyongyang” è il racconto del viaggio fotografico di Cristiano Bianchi e Kristina Drapić. Pyongyang è caratterizzata da edifici colorati che cozza con l'architettura "socialista" della città ricostruita dopo la guerra di Corea. La storia di Pyongyang è infatti inusuale. Pyongyang è stata interamente ricostruita dopo la guerra di Corea per incarnare l'ideologia della paese.

Dagli assi monumentali su larga scala della città ai suoi palazzetti dello sport simbolici e agli alloggi sperimentali, Pyongyang è una città modello: “Siamo rimasti affascinati dal modo sorprendente in cui il cielo è rappresentato nell'arte e nella propaganda – a volte un semplice gradiente di colori; a volte un tramonto o un'alba iper-saturi”, raccontano Cristiano Bianchi e Kristina Drapić, “La storia di Pyongyang è unica anche negli annali delle città modello e delle utopie moderniste”.  La città attraverso il viaggio fotografico è infatti il dell'utopia "modello" della Corea del Nord, dopo la guerra in una fase in cui l'Unione Sovietica era egemone. Dunque la città è il racconto di un determinato periodo storico, ben descritto nel libro “Model City Pyongyang” dal saggista Pico e dai saggi da Nick Bonner e Simon Cockerelldi dello studio di Koryo e del critico di architettura Oliver Wainwright.