Il Qatar si sta preparando ad ospitare nel 2022 una delle competizioni più importanti del mondo: la FIFA World Cup. È la prima volta che un paese del Medio Oriente ospita un famoso evento di queste dimensioni. Il Qatar, per aggiudicarsi la nomina, ha presentato un piano di accoglienza che prevede l'uso di undici stadi, nove completamente nuovi e due già esistenti da ristrutturare. In tutto il paese già si lavora per realizzare le infrastrutture e gli stadi che ospiteranno i Mondiali di calcio nel 2022. E il Qatar ha ammesso che ogni mese muoiono almeno 40 operai in incidenti sul lavoro. Le condizioni di sfruttamento a cui sono soggetti i lavoratori del paese, molti dei quali migranti, sono davvero disumane. È, ad esempio, ancora in vigore la legge kafala che riduce il migrante a schiavo del datore di lavoro, il quale, una volta assunto il lavoratore, ha il diritto di impossessarsi dei suoi documenti, quindi della sua vita.

"2,5 milioni di operai schiavi entro il 2022", queste sono le cifre indicate sul nuovo report 2015 di Amnesty International riguardo la violazione dei diritti umani dei migranti impegnati nella realizzazione di stadi ed infrastrutture per i Mondiali del Qatar 2022. “La Fifa e i suoi sponsor non possono lavarsi le mani e ignorare quello che sta succedendo. Hanno la responsabilità morale di assicurarsi che in Qatar si metta fine agli abusi dei diritti umani”, ha dichiarato al The Independent Stephen Russell di Play Fair Qatar, movimento che ha lanciato una campagna di sensibilizzazione contro lo sfruttamento dei lavoratori in Qatar sostenendo che "più di 62 operai rischiano di morire per ogni partita giocata durante i mondiali". Si pensi che dopo il terribile terremoto in Nepal, molti lavoratori nepalesi in Qatar avevano chiesto di far ritorno a casa per partecipare ai funerali delle vittime ma non è stata data loro tale possibilità. Il Nepal ha infatti duramente criticato pubblicamente il Qatar e la FIFA per le condizioni in cui lavorano gli oltre 400mila lavoratori nepalesi in Qatar. Così davanti a tante violazioni, per alcuni grafici del mondo l'unico modo per far sentire la propria voce è stata tramite la loro matita: è nata così una campagna "anti-pubblicitaria" che ridisegna i loghi dei più importanti sponsor ufficiali della FIFA World Cup 2022 per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle condizioni disumane dei lavoratori del Qatar.