La Foresta Amazzonica è un'immensa area boschiva in Sud America che supera i 7 milioni di chilometri quadrati. Viene considerato il polmone verde del mondo. Qui oltre a specie animali, insetti, e piante rari, vivono diverse popolazioni indigene costantemente minacciate da una violenta deforestazione. Per segnalare la difficile situazione di tali popolazioni indigene, e nello specifico della tribù Surui fortemente colpita dalla deforestazione, l'artista Philippe Echaroux ha creato un nuovo modo di fare arte: si chiama Street Art 2.0 in cui proiezioni luminose mostrano i volti della tribù come una chiamata internazionale all'azione.

Dimenticate graffiti, murales o dipinti, la Street Art 2.0 usa la tecnologia al posto delle bombolette spray o della vernice. L'invenzione è dell'artista Philippe Echaroux che ha utilizzato per la prima volta al mondo la Foresta Pluviale come tela bianca per le sue opere. L'artista attivista, come lui si definisce, non usa alcuno strumento che danneggia la fauna e la flora: la sua street art 2.0 ha usato l'Amazzonia come tela per le sue opere che consistono in proiezioni luminose dei volti degli abitanti della tribù Surui.


La tribù Surui è una delle numerose tribù dell'Amazzonia vittime della deforestazione massiccia:
sono sempre più numerose le attività volte a distruggere alberi e piante per scavare e raggiungere giacimenti preziosi. Mostrando i volti espressivi delle persone le cui vite sono direttamente colpite dalla deforestazione, Philippe Echaroux spera di sensibilizzare la comunità internazionale sulla minaccia ambientale costante della deforestazione e del disboscamento illegale nella Foresta Pluviale. Per descrivere il suo progetto l'artista dice: "Quando si taglia un albero, è come uccidere un uomo".