Camminando per le strade delle nostre città è inevitabile imbattersi in monumenti, palazzi, strutture, divorati dalla sporcizia, dallo smog e dal passare del tempo. Spesso a questi elementi di degrado urbano si aggiungono semmai locandine, manifesti, pubblicità stratificati, graffiti e disegni che coprono le superfici degli edifici in città. Ma immaginate un'arte che, anziché aggiungere, riesca a togliere lo sporco dalle strade delle città del mondo. Non è un'utopia ma quello che è riuscito a fare il progetto Reverse Graffiti. Si tratta di un nuovo tipo di street art che non usa bombolette spray, vernice o stencil ma creare incredibili disegni sui muri delle metropoli levando lo sporco che da tempo si attanaglia su tali superfici.

Creare immagini con gli strumenti della pulizia, ecco quello riesce a fare il progetto Reverse Graffiti: "Nel movimento ambientalista, ogni volta che si perde una battaglia è per il bene, ma le nostre vittorie sembrano sempre essere temporanee per continuare a lottare più e più volte.", dice David Suzuki, promotore di Reverse Graffiti Project. Lo sporco della città diventa come una tela bianca per quest'arte che realizza opere estremamente eco-compatibili il cui nemico è la pulizia degli elementi: vento, pioggia, inquinamento e degrado. Si tratta di una forma d'arte che rimuove polvere e sporco piuttosto che aggiungere pittura o carta. Era il 14 aprile 2008 quando Moose, pseudonimo di Paul Curtis, decise di realizzare qualcosa di unico nel Tunnel Broadway di San Francisco che vede oltre 20.000 auto, camion e veicoli a motore ogni giorno incrostare di sporco e fuliggine le pareti esterne. Armato di stencil e di un flusso di acqua ad alta pressione, Moose riuscì a creare diversi disegni sulla facciata interna della galleria che emergevano proprio lì dove lo sporco veniva rimosso con l'acqua. Da allora un vero e proprio movimento ha avuto inizio, il Reverse Graffiti Project, che sta conquistando sempre più città in giro per il mondo.