Quando si avvicina l'estate ed il periodo delle vacanze l'emergenza abbandono animali diventa uno dei temi principali ed è in questo periodo che ci ricordiamo maggiormente del mondo animale come succube della crudeltà umana. Violenze e maltrattamenti sugli animali purtroppo però sono episodi all'ordine del giorno di cui ci si dovrebbe ricordare sempre e rispetto ai quali l'indignazione pubblica non basta. Molto poco si fa nel mondo per salvaguardare la fauna dalla cattiveria umana. Video su maltrattamenti, sevizie, morti atroci e disumane allo scopo di acquisire pellicce e pellami pregiati, fanno il giro del mondo web ma a poco valgono se le violenze sugli animali continuano a perpetrarsi. Così si cercano altri mezzi per dar voce ad un mondo silenzioso di torture e dolori causati dall'uomo che è quello degli animali: l'arte.

Opere monumentali e struggenti sono i graffiti di ROA, lo street artist che con la sua arte riesce a dar voce al dolore degli animali per causa umana. Dal Messico all'Australia, ROA viaggia in tutto il mondo per dare espressione ad una realtà troppo spesso taciuta o ignorata, quella della violenza sugli animali. Nei suoi enormi murales che raffigurano spesso topi, conigli o serpenti, la vita, la morte e la vita dopo la morte si incontrano in immagini toccanti. Gli animali raffigurati sono spesso disegnati con i loro organi interni o lo scheletro, che rendono lo spettacolo ancora più realistico e commovente. In occasione del Festival di Avanguardie Urbane Roma Street Art 2014, ROA ha donato alla città di Roma un emozionante murale, "Jumping wolf", raffigurante una lupa contemporanea pronta a saltare per liberarsi dal disagio nello spazio che la costringe. Il dipinto alto 30 metri dell'artista belga nel quartiere Testaccio di Roma rappresenta un inno all’istinto, quello animale che non dovrebbe mai essere calpestato.