Nessuna forma avveniristica o macchina scenica spettacolare e dall'aspetto aerospaziale, la scenografia della 64esima edizione del Festival di Sanremo è un ritorno al passato, un inno alla classicità e all'eleganza degli antichi teatri lirici italiani rielaborata in chiave moderna. Sul palcoscenico della più famosa karmesse canora italiana un palazzo del ‘700, omaggio ideale a "La Grande Bellezza" di Sorrentino: "La grande bellezza per noi italiani è una necessità, significa dare importanza a ciò che siamo", ha spiegato Fazio.

Bozzetto per il Festival di Sanremo pubblicato in anteprima dal Secolo XIX
in foto: Bozzetto per il Festival di Sanremo pubblicato in anteprima dal Secolo XIX

La nuova scenografia, disegnata dall'artista Emanuela Trixie Zitkowsky, è una metafora del nostro Paese: un palazzo antico "solo apparentemente abbandonato, nel quale ancora abitano armonia, eleganza e ricordi di fasti lontani". Un palcoscenico ideato come una quinta teatrale, quasi leonardiana, più ampio e profondo degli anni passati (spazio concesso alla scena sottraendo alcune file di poltrone alla platea), come già svelavano i bozzetti scelti dalla Rai per il Festival, pubblicati in anteprima dal Secolo XIX.

Al centro della scena, in uno spazio aperto e prospettico, torna protagonista la tradizionale scalinata d’ingresso, utilizzata però solo per accogliere gli ospiti e i balletti della Littizzetto. Con un meccanismo elettronico infatti, la scala centrale sparisce aprendosi verso le quinte per permettere una più agevole entrata dei cantanti. Anche quest'anno l'orchestra non è disposta nella ‘buca' adiacente al palco bensì sul palco stesso, in balconate, che ospitano gli orchestrali suddivisi per strumenti e che fanno da fondale protagonista della scenografia. Sul lato sinistro del palcoscenico un’altra scalinata, a chiocciola, incuriosisce lo sguardo degli spettatori: è un'evocazione, per l’appunto, delle linee classiche degli antichi teatri lirici italiani e dell'eleganza dei tempi passati. Sulla destra, invece, siede la giuria, in una balconata con vista privilegiata sul palco e platea.

Photo Davide Spada/LaPresse
in foto: Photo Davide Spada/LaPresse

Una scenografia dunque un po' deludente, specialmente se confrontata con gli anni in cui l'architetto Gaetano Castelli creava strutture prospettiche e di colore capaci di catturare lo sguardo. Quest'anno i giochi di luce sono gli unici a creare effetti scenici particolari; un palcoscenico sicuramente di basso profilo: sarà dovuto alla crisi o alla mancanza di creatività?

Photo Davide Spada/LaPresse
in foto: Photo Davide Spada/LaPresse