Festival di Sanremo 2017 – Photo credit Riccardo Bocchini Architetto
in foto: Festival di Sanremo 2017 – Photo credit Riccardo Bocchini Architetto

"È un piccolo oggetto di carta lo spunto per la scenografia di quest’anno", così Riccardo Bocchini spiega la scelta per la sua scenografia del Festival di Sanremo 2017 che andrà in onda dal 7 all'11 febbraio 2017. L'architetto non è nuovo alla sfida del palco dell'Ariston: è il terzo anno consecutivo che la Rai lo sceglie come scenografo della più importante kermesse canora italiana. Con il 67° Festival di Sanremo si conclude in realtà un trittico scenografico, (2015/2016/2017) in cui simbologia artistica legata ai fiori è tornata protagonista e contemporaneamente è stata data importanza all'aspetto tecnologico della scenografia. Anche quest'anno assistiamo infatti ad un tecno-scenografia che trasforma il palco dell'Ariston in una Music-Hall simile ad un quadro cubista fatto di luce (come si vede nel video in basso).

La scenografia del Festival di Sanremo 2017

Ogni anno il palco dell'Ariston cambia vestito in occasione del Festival di Sanremo e, insieme ai look degli artisti, agli ospiti e ai presentatori, è certamente uno degli aspetti della famosa manifestazione canora italiana che maggiormente incuriosisce il pubblico. La scenografia realizzata da Riccardo Bocchini si ispira ad un pop up realizzato con un cartoncino ed una fustella. È al segno progettuale di linee continue che è stata affidata la scansione della scenografia che trasforma il palco un'unica soluzione di continuità tra palco e platea, tra fronte scena e controcampo. Lo spazio scenografico sarà visibile da differenti punti di vista: l'orchestra viene divisa sui due lati del palco e distribuita su tre livelli in modo da realizzare un gioco simbolico di petali concavi che racchiude il palco; al centro è posizionato un ledwall che si apre per permettere ai cantanti e agli ospiti di scendere la famosa scala in un pop up tecnologico: quest'anno la scala sarà motorizzata da venti motori che permetteranno al più celebre e temuto elemento del Festival di Sanremo di avere molteplici configurazioni, più di venti per essere precisi. Il ledwall tecnologico è una citazione Borrominiana che consente, una volta aperto, di scoprire una “scatola magica” il cui il segno centrifugo e centripeto delle lamelle farà sentire il pubblico coinvolto e gli artisti messi al centro della scenografia come in un abbraccio.

Tutte queste innovazioni tecnologiche, come mia consuetudine, non trascureranno gli aspetti tecnici e funzionali televisivi; mettendo in evidenza quello che secondo me deve essere un dogma per quella che può ritenersi una scenografia moderna, dove lo studio dell’immagine finale, dovrà integrarsi e supportare, attraverso le proiezioni mappate con la grafica, la fotografia e la regia.

Riccardo Bocchini

Chi è Riccardo Bocchini

Lo scenografo del 67° Festival di Sanremo, come quello dell'edizione 2015 e 2016, è un architetto nato a Roma, classe 1958, con una stimata esperienza nel campo della comunicazione. Da più di trent'anni Bocchini realizza alcune delle scenografie più famose e riuscita della Tv italiana: sono sue le scenografie, tra le altre, di L’Eredità, Affari Tuoi, I Migliori Anni, Tale e Quale Show, Sogno e Son Desto, Si può fare, Gigi D’Alessio dal Radio City Music Hall di New York, ma è soprattutto per le scenografie del Festival di Sanremo che è conosciuto. Esperto di video mapping e di grafica proiettata, ha guidato anche la scenografia della cerimonia finale dei mondiali di nuoto a Roma nel 2009. La sua firma stilistica è la tecno scenografia che definisce come la sintesi tra forme e caratterizzazioni tecnologiche con elementi artistici e sperimentali. È in questo tipo di scenografia infatti che Riccardo Bocchini riesce ad esprimere la sua esperienza nel campo della progettazione architettonica e scenografica.

Personalmente il nuovo linguaggio della comunicazione, credo porti ad un cambiamento della figura dello scenografo, almeno per come interpreto la progettazione scenografica, lo scenografo è sempre più un Art Director dell’immagine. Si permette infatti, con le mappature sulla scena, alle colorimetrie ed alla luce, di arrivare con precisione, dove la fotografia non può arrivare.

Riccardo Bocchini