Il Premio Pritzker è un po' come gli Oscar dell'Architettura: di solito finisce per essere una possibilità per tutti di dar voce alle loro lamentele circa il mercato dell'industria che ruota intorno al settore, ma ogni tanto, c'è un vero motivo per festeggiare, come quest'anno in cui la giuria ha assegnato il prestigioso premio all'architetto giapponese Shigeru Ban.

Haesley Nine Bridges Golf Club House, 2010, Korea . Photo by Hiroyuki Hirai
in foto: Haesley Nine Bridges Golf Club House, 2010, Korea . Photo by Hiroyuki Hirai

Sin dalla sua fondazione, 35 anni fa, l'obiettivo dell'Architecture Pritzker Prize è quello di riconoscere gli architetti viventi per l'eccellenza nel lavoro realizzato e nel dare un contributo significativo e coerente all'umanità. Shigeru Ban, vincitore del 2014, riflette questo spirito del premio al meglio. Per 20 anni, con creatività e design di alta qualità, i suoi progetti hanno dato risposte concrete a situazioni estreme provocate da calamità naturali devastanti. I suoi edifici offrono riparo, centri comunitari e luoghi spirituali per coloro che hanno sofferto enormi perdite e distruzioni, come in Ruanda, Turchia, India, Cina, Italia, Haiti, e Giappone.

Paper Log House, 2001, Bhuj, India. Photo by Kartikeya Shodhan
in foto: Paper Log House, 2001, Bhuj, India. Photo by Kartikeya Shodhan

É un grande segnale per il mondo dell'architettura perchè a vincere è stato un architetto realmente impegnato a cambiare il modo di costruire. Shigeru Ban, 56 anni, è famoso soprattutto per le sue ricerche nel campo delle tensostrutture, specialmente nella loro realizzazione attraverso materiali economici come il cartone o il bamboo. Ad esempio, a seguito del terremoto di Kobe del 1995, numerosi sfollati vennero alloggiati all'interno di tende, ma Shigeru Ban ideò una soluzione alternativa: progettò delle abitazioni di 16 metri quadrati, con pareti fatte da tubi di cartone e fondazioni costituite da cassette per bottiglie di birra, riempite con sabbia. E anche in Italia, dopo il terremoto dell'Aquila, l'architetto giapponese ha dato il suo contributo con il progetto di una straordinaria Concert Hall in cartone.

Paper Concert Hall, 2011, L’Aquila, Italy. Photo by Didier Boy de la Tour
in foto: Paper Concert Hall, 2011, L’Aquila, Italy. Photo by Didier Boy de la Tour

La selezione di Shigeru Ban arriva dopo un anno in cui alcuni critici avevano attaccato la giuria del Premio per il non riconoscere il ruolo che le donne e le squadre di progettisti giocano sul campo. Due studenti della Harvard Graduate School of Design avevano scatenato il dibattito con una petizione che chiedesse alla giuria del Pritzker di riconoscere retroattivamente Denise Scott Brown, la moglie e partner del vincitore 1991, Robert Venturi. La giuria però ha rifiutato. Dunque ancora tanti passi dovranno esser fatti per equiparare il ruolo delle donne in architettura. Ma il Pritzker 2014 è invece un chiaro tentativo da parte della giuria di affrontare la spaccatura di lunga data, e di recente approfondimento, tra le ali umanitarie e l'architettura di alta qualità.

Container Temporary Housing, 2011, Onagawa, Miyagi, Japan. Photo by Hiroyuki Hirai
in foto: Container Temporary Housing, 2011, Onagawa, Miyagi, Japan. Photo by Hiroyuki Hirai
Tamedia Building, 2013, Zurich, Switzerland. Photo by Shigeru Ban Architects Europe
in foto: Tamedia Building, 2013, Zurich, Switzerland. Photo by Shigeru Ban Architects Europe

"Shigeru Ban ha ampliato il ruolo della professione", ha dichiarato la giuria del Premio. Shigeru Ban è l'architetto più socialmente consapevole che abbia mai vinto il Pritzker, il settimo giapponese dopo anche Toyo Ito Pritzker 2013; e sicuramente è il primo a vincere sulla base di strutture temporanee e non permanenti. "Shigeru Ban è una forza della natura, che è del tutto appropriato alla luce della sua opera di volontariato per i senzatetto e diseredati in aree che sono state devastate da disastri naturali", ha detto il presidente della giuria Peter Palumbo. L'architetto giapponese ha dichiarato: "Vedo questo premio come un incoraggiamento per me nel proseguire a fare quello che sto facendo. Non cambiare, ma continuare a crescere".

Japan Pavilion, Expo 2000 Hannover, 2000, Germany. Photo by Hiroyuki Hirai
in foto: Japan Pavilion, Expo 2000 Hannover, 2000, Germany. Photo by Hiroyuki Hirai
Centre Pompidou–Metz, 2010, France. Photo by Didier Boy de la Tour
in foto: Centre Pompidou–Metz, 2010, France. Photo by Didier Boy de la Tour
Curtain Wall House, 1995, Tokyo, Japan. Photo by Hiroyuki Hirai
in foto: Curtain Wall House, 1995, Tokyo, Japan. Photo by Hiroyuki Hirai
Naked House, 2000, Saitama, Japan. Photo by Hiroyuki Hirai
in foto: Naked House, 2000, Saitama, Japan. Photo by Hiroyuki Hirai