Passeggiando per le strade di Milano e tra i suoi alti palazzi, pochi giorni prima che la città venisse chiusa dal lockdown, il fotografo Stefan Giftthaler ha raccolto una serie di immagini che sfatano il luogo comune di città grigia e cupa che da sempre accompagna il capoluogo lombardo. "Superfici milanesi" è la serie fotografica di Stefan Giftthaler che racconta la segreta costellazione colorata di Milanno fatta dai numerosi mosaici che si possono trovare sulle facciate e negli androni dei palazzi.

Esplorare le superfici colorate di Milano attraverso l'obiettivo di Stefan Giftthaler è il senso di "Surfaces of Milan", edito da Wallpaper, che indaga l'architettura urbana della città alla ricerca dei numerosi e fantasiosi mosaici decorativi dei suoi edifici. Perché l'architettura urbana non è solo grigia e incolore. Il capoluogo lombardo è ricco di superfici luminose e colorate, negli androni o sulle facciate, a decoro delle finestre o all'ingresso dei palazzi, come raccontano le fotografie di Stefan Giftthaler: "Questo progetto è stato ispirato dalla stessa città di Milano", afferma Giftthaler. ‘Mi piace molto passeggiare per la città, esplorare i diversi quartieri e scoprire le loro atmosfere. Durante queste passeggiate sono rimasto affascinato dalla presenza di queste decorazioni sparse per tutta Milano che creano una sorta di segreta costellazione colorata all'interno della città".

Surfaces of Milan è stato realizzato a marzo 2020 e comprende circa cinquanta fotografie raccolte poco prima che Milano si svegliasse in pieno lockdown da pandemia globale. Le fotografie di Giftthaler illustrano soprattutto la Milano degli anni '60 e '70, quando molti architetti, come Bruno Munari, Piero Bottoni, Marco Zanuso, Luigi Caccia Dominioni e Francesco Somaini, usavano il mosaico nelle loro opere come sobria ma originale decorazione di edifici austeri ed eleganti. E queste colorate decorazioni sono state realizzate da mani di abili artigiani che sono i veri protagonisti di un'epoca ormai trascorsa: "Questi tipi di decorazioni sono tutti fatti a mano e sarebbe stato piuttosto costoso da produrre. Oggigiorno è difficile immaginare una tale spesa quando si costruiscono alloggi a prezzi accessibili, ad esempio. Ma penso che all'epoca ci fosse l'idea che attraverso la bellezza e il design, la società potesse diventare un posto migliore. Questo secondo me mostra anche come nel design milanese sia qualcosa che viene letteralmente dalla strada. Tutti ne sono toccati e non è destinato solo all'élite".