Bottiglie, cannucce, posate, piatti, bicchieri, se non limitiamo l'uso della plastica entro il 2050 ci saranno più rifiuti di plastica che pesci nei nostri oceani. Così i biochimici specializzati in biomateriali Suvi Haimi e Laura Kyllönen hanno lavorato per trovare una soluzione a questo problema. Il risultato si chiama Sulapac ed è un'alternativa valida alla plastica tradizionale, priva di microplastiche e completamente biodegradabile. Sulapac è un materiale sostenibile e non inquinante che può finalmente mandare in pensione la plastica.

Sulapac è un materiale a base di paglia marina biodegradabile, realizzata con materiali non tossici, priva di microplastiche e di provenienza sostenibile. La paglia è notoriamente biodegradabile al 100%. Il nuovo materiale è stato già testato con varie linee di produzione, conformi alla legislazione europea sui materiali a contatto con gli alimenti. Con il Sulapac si realizzano cannucce, confezioni, imballaggi, scatole di varie dimensioni e molto altro ancora. Il nuovo materiale è un valido sostituto della plastica ma sostenibile. In più è facile e comodo da usare proprio come la inflazionata plastica tradizionale, tuttavia "Se una cannuccia Sulapac finisce accidentalmente nell'oceano, non danneggia l'ecosistema.", spiegano Suvi Haimi e Laura Kyllönen, "I microrganismi presenti in natura possono digerire e trasformarla in CO2, H2O e biomassa, in modo che anche le balene continuino a sorridere".

Oggi l'inquinamento degli oceani e l'emergenza climatica è un problema che sta facendo discutere il mondo intero. Ne parla Greta Tumberg e smuove intere piazze. Ne parliamo tutti e la preoccupazione è generale. Cambiare le cose dipende prima di tutti da noi e con Sulapac la plastica può avere le ore contate. Sono quasi 300 milioni di tonnellate di plastica che vengono prodotte ogni anno e che minacciano i nostri mari. Il nuovo materiale non solo è 100% biodegradabile ma può essere prodotto in serie, proprio come la plastica, è versatile nell'uso e ha un costo più che competitivo.