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Sull’isola di fronte a Venezia c’è un labirinto segreto che apre oggi per la prima volta al pubblico

Presso la Fondazione Giorgio Cini
 sull’Isola di San Giorgio apre oggi, per la prima volta al pubblico, il Labirinto Borges realizzato su progetto dell’architetto inglese Randoll Coate e per volere della vedova Borges, Maria Kodama, che desiderava ricordare l’amore del marito per Venezia. Il Labirinto è ispirato al racconto di Jorge Luis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano, e comprende più di 3200 piante.
A cura di Clara Salzano
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Apre per la prima volta alle visite l'11 giugno 2021 il Labirinto Borges della Fondazione Giorgio Cini. Situato sull'Isola di San Giorgio, di fronte a Venezia, il Labirinto si ispira al racconto di Jorge Luis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano, ed è stato realizzato dalla Fondazione Giorgio Cini su progetto dell’architetto inglese Randoll Coate e per volere della vedova Borges, Maria Kodama, che desiderava ricordare l’amore del marito per Venezia. Il Labirinto è composto da più di 3200 piante di bosso alte novanta centimetri ed è disseminato da vari riferimenti alle opere più famose dello scrittore argentino, tutti da scoprire.

Il giardino dei sentieri che si biforcano è un enorme indovinello, o parabola, il cui tema è il tempo: è questa causa recondita a vietare la menzione del suo nome. Omettere sempre una parola, ricorrere a metafore inette e a perifrasi evidenti, è forse il modo più enfatico di indicarla. È il modo tortuoso che preferì, in ciascun meandro del suo infaticabile romanzo, l'obliquo Ts'ui Pen.

Jorge Luis Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano

Il Labirinto Borges si trova alle spalle dei due chiostri della Fondazione Giorgio Cini, sull'Isola di San Giorgio, e misura un chilometro. Questo luogo nascosto apre al pubblico per la prima volta per celebrare il decennale della sua creazione, dei 35 anni dalla scomparsa di Borges e dei 70 anni della Fondazione Giorgio Cini. Si potrà percorrere il labirinto interamente che fino a oggi si poteva ammirare solo dall’alto, dal terrazzo del Centro Branca. Vari sono i richiami alle opere di Borges nel Labirinto, disseminati lungo il chilometro di percorso come un bastone, gli specchi, due clessidre, un enorme punto di domanda, la tigre, il nome Jorge Luis e le iniziali di Maria Kodama. Inoltre le siepi sono disposte in modo da formare il nome dell'artista argentino.

Il visitatore è accompagnato nella visita da una Soundtrack Experience con musiche create da Antonio Fresa, eseguite e registrate con l’Orchestra del Teatro La Fenice. Il progetto nasce nell’ambito della valorizzazione delle attività museali ideate da Ilaria D’Uva che gestisce le attività di accoglienza e le visite guidate alla Fondazione Giorgio Cini. Maria Kodama, vedova Borges, che dello scrittore argentino fu prima allieva, poi segretaria e infine seconda moglie, ha descritto con queste parole la singolare opera: 
“Per me questo è un progetto meraviglioso, è un regalo magico che mi fece dopo la morte di Borges, Randoll Coate, un architetto inglese di labirinti che ha conosciuto Borges molti anni fa in Argentina. Questo labirinto che si è fatto qui a Venezia, perché Venezia era una delle città più amate o tra le più amate da Borges, è una città labirinto, è una città unica di una delicatezza e una complessità sottili e meravigliosa, con una storia altrettanto meravigliosa”.

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