Photo credit Giampietro Santoro
in foto: Photo credit Giampietro Santoro

Dopo la notte del 13 novembre a Parigi, l'emergenza rifugiati, l'immigrazione, l'accoglienza, il problema clandestini e terroristi è un tema sicuramente che desta preoccupazione e dibattiti non semplici da affrontare con mente lucida. Dopo gli attentati di Parigi in molti si sono espressi contro l'apertura delle porte d'Europa ai rifugiati siriani, proteste messe a tacere però dalla stessa Francia che ha diffuso l'hastag #porteouverte, sottolineando la disponibilità del paese ad accogliere immigrati nonostante il dolore, la tragedia e l'insicurezza nazionale diffusasi. Ma a Venezia sbarca un enorme rifugiato. gonfiabile: è l'opera degli artisti Dirk Schellekens e Bart Peleman che hanno deciso così di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'emergenza migratoria.

In tutta Europa siamo in piena emergenza rifugiati: il gigantesco Inflatable Refugee di Dirk Schellekens e Bart Peleman è la misura di tale problema. Alto sei metri, l'enorme rifugiato gonfiabile è realizzato con lo stesso materiale dei gommoni sui cui viaggiano i rifugiati, la stessa gomma usata per le barche con le quali i trafficanti del Mediterraneo traghettano vite umane. "Il ‘Rifugiati gonfiabile' guarda assente in lontananza. Arriverà in un rifugio sicuro o sarà rifiutato e inviato da dove è venuto? La sua vastità gli permette di guardare al di là di noi e vegliare all'orizzonte, non limitato da confini o documenti. Lo rende inevitabile, innegabilmente presente", si chiedono gli artisti che intendono portare la propria opera in giro per tutto il mondo toccando città come Barcellona, Tokyo, Hong Kong, Kiev, New York, Firenze, Dubai, Sidney, Mosca, Copenaghen, Roma, Parigi, Praga, Vienna, Washington, Amsterdam, Madrid, Il Cairo, Rio de Janeiro e San Pietroburgo, "Lo vediamo come un essere umano o come un problema? È la sua presenza un'opportunità o una minaccia, privo di caratteristiche umane?", si chiedono Schellekens & Peleman. La dimensione gigantesca del rifugiato gonfiabile seduto su una chiatta galleggiante indica il modo in cui percepiamo il problema dei rifugiati, specialmente in questo periodo storico così delicato. L'Inflatable Refugee, così grande ma anche così instabile in balia delle onde, attraverserà le acque del mondo come memento per tutti gli esseri umani.