L’ampliamento della Serpentine Gallery di Londra nei giardini di Kensington è un progetto dell'architetto Zaha Hadid: una pellicola dalla forma sinuosa, sorretta da elementi di sostegno esili ed alti che verrà inaugurata sabato 28 settembre 2013.

Due saranno le mostre che apriranno la Serpentine Sackler Gallery: quella del giovane artista argentino Adrián Villar Rojas, per la prima volta nel Regno Unito, con le sue drammatiche opere scultoree di grandi dimensioni; e contemporaneamente, nel Serpentine Gallery, ci sarà una grande retrospettiva della scultrice italiano Marisa Merz , che ha ricevuto un premio alla carriera alla Biennale di Venezia del 2013.

L'opera dell'architetto iracheno si configura come una membrana tessile, ondulata, tirata e pizzicata che affianca l'ex-deposito regio di polvere da sparo per l'esercito, dismesso da più di cinquant’anni, conosciuto come "The magazine", un edificio neoclassico del 1805, situato all’interno di Kensington Gardens, a pochi minuti dal Serpentine Gallery Pavillion.

La nuova estensione di 900 metri quadrati sembra una struttura temporanea ma è un padiglione permanente completamente funzionale. La membrana in fibra di vetro della copertura è parte integrante della struttura portante dell'opera. Cinque colonne interne scandiscono punti importanti della geometria di copertura. Una striscia lineare di vetro dà l'impressione che il tetto sia sospeso sopra The magazine. Il muro esterno occidentale della rivista diventa così un muro interno al nuovo padiglione, senza perdere la sua funzione originaria e la sua bellezza. La Sackler Gallery è completata da una parete di vetro senza telaio che inonda di luce lo spazio interno: un open space in cui gli unici elementi fissi sono la cucina a isola e un bancone bar lungo il muro di mattoni dell'edificio storico.

La presistenza è parte dello stesso progetto di ristrutturazione dell'architetto iracheno. Si compone di due spazi con volte a botte (dove veniva conservata la polvere da sparo) e una struttura quadrata d'ingresso con un colonnato frontale. Verrano recuperati tutti gli ambienti interni per trasformarli in sale espositive destinate ad ospitare le opere di talenti emergenti del panorama artistico internazionale.

Alla nuova galleria è stato dato il nome del Signor Mortimer e dalla signora Theresa Sackler, la cui Fondazione ha reso possibile l’operazione. Una copertura, bianca, leggera e luminosa che da un lato crea un interessante contrasto con la monumentalità dell’architettura preesistente, dall’altro sembra poco originale se paragonata al padiglione temporaneo che fu commissionato nel 2000 a Zaha Hadid e che inaugurò il fortunato sodalizio di arte e architettura della Serpentine Gallery.
(Photo Serpentine Sackler Gallery © 2013 Luke Hayes)