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Sull’altipiano più grande d’Europa, tra castelli, miti e borghi più belli d’Italia

Dalle vette calcaree delle Dolomiti alle valli, dai laghi ai fiumi, ma anche boschi, vigneti e prati alpini con fiori e uccelli in volo, l’Alpe di Siusi, l’altipiano più esteso d’Europa, rappresenta uno dei territori più vari d’Italia, dalla bellezza maestosa, luogo di leggende e poteri mistici, da esplorare in ogni suo aspetto per godere a pieno della sua natura incontaminata, della sua ricca storia e delle eccellenze di una regione unica al mondo.
A cura di Clara Salzano
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Dalle vette calcaree delle Dolomiti alle valli, dai laghi ai fiumi, ma anche boschi, vigneti e prati alpini con fiori e uccelli in volo, il paesaggio dell'Alto Adige è pura maestà e bellezza, quasi ultraterrena, potente e trascendente. Dichiarato patrimonio mondiale dell'UNESCO, l'Alpe di Siusi, nel cuore delle Dolomiti in Alto Adige, è l'altipiano più grande d'Europa con le sue splendide cime montuose, colline e vette iconiche come il Massiccio dello Sciliar. La zona, con i suoi scorci e la natura mozzafiato, vanta 790 specie diverse di piante e 300 giorni di sole all'anno. In questa zona dell'Alto Adige non c'è limite a ciò che si può fare, si può sciare, andare in bicicletta e camminare nelle Dolomiti, gustare tipiche prelibatezze e rilassarsi nel lusso più confortevole. Ecco dunque una guida speciale per vivere al meglio il proprio viaggio in Alto Adige:

Alpe di Siusi e Dolomiti

L'Alpe di Siusi è l'altopiano più grande d'Europa, con una superficie pari a 8.000 campi da calcio, per intenderci, adagiata tra le cime alpine. Si tratta di una delle località più belle dell'Alto Adige e di tutta l'Italia dove le imponenti vette delle Dolomiti fanno da sfondo ai dolci pendii ricoperti di vigneti, le tradizioni alpine si fondono con i miti e dove è possibile gustare prodotti d'eccellenze in paesaggi mozzafiato. Circondata dagli imponenti massicci dolomitici di Sciliar, Sassolungo e Sassopiatto, questa distesa alpina incredibilmente ampia si estende a circa 2.000 d’altitudine con rifugi e malghe, in alta quota, e idilliaci villaggi a valle. Il panorama spazia dal vicino Catinaccio alle Dolomiti, patrimonio dell'Unesco, tanto che quando il cielo è terso è possibile avvistare anche l’Ortles e le Alpi della Ötztal. L'atmosfera che si vive in Alto Adige è unica e ad ogni passo percorso attraverso le valli e sulle vette dolomitiche si ha la consapevolezza di ritrovarsi in un luogo leggendario, con una natura spettacolare fatta di contrasti, dove la bellezza unica delle Dolomiti incontra il sapore mediterraneo delle colline coltivate a vite e i giardini più rigogliosi, tra antiche città e castelli arroccati.

L’Alpe di Siusi si trova nella parte occidentale delle Dolomiti ad un'altitudine di 1680metri e 2350 metri, considerando la sua grande estensione che raggiunge i 56 km². È uno dei luoghi più spettacolari che si possano visitare. L'altopiano più esteso d'Europa offre una vista pazzesca sulle catene montuose circostanti come il Peitlerkofel (2.873 m), i gruppi delle Odle e del Puez (3.025 m), il Gran Cir (3.152 m), il gruppo del Sella (3.152 m), il Sassolungo (3.181 m), il Sassopiatto, la Marmolada (3.343 m), il gruppo della Pala (3.192 m), le Torri del Vajolet (2.821 m) il gruppo del Catinaccio ( 2.981 m) con la vetta del Kesselkogel (3.002 m) e lo Sciliar (2.450 m). C'è qualcosa di mozzafiato nelle verdi colline ondulate e in quelle cime frastagliate sullo sfondo.  In ogni luogo ci si sposti, la vista sui massicci toglie sempre il fiato.

2. I centri di energia vitale

Ricchissimo di folklore e luogo di miti e leggende, il massiccio dello Sciliar è l’emblema dell’Alto Adige con la sua sagoma iconica. Già in tempi remoti, all’imponente massiccio dello Sciliar venivano attribuiti poteri mistici e le sue inconfondibili linee servivano da affidabile punto di riferimento geografico per luoghi di culto. In alcuni di tali luoghi sorgono chiese secolari, altri sono considerati importanti siti archeologici e altri ancora vengono percepiti come aree dagli influssi benefici sull’anima. Dal centro di Siusi, ci si può incamminare alla scoperta dei centri di energia vitale. La leggenda narra che, un tempo, sull’imponente massiccio dello Sciliar imperversavano le streghe. Questi luoghi erano abitati anche dai Gannes – spiriti delle sorgenti, le cui abilità acquatiche aiutano a curare tutti i tipi di disturbi. Sul Massiccio era possibile imbattersi anche in nani selvaggi, seguaci di Re Laurino, giganti oltre che streghe e stregoni. Attraversando i piccoli sentieri tra i prati, che collegano antiche chiese, castelli e villaggi all’ombra della punta Santner, è impossibile non percepire la magia ultraterrena che caratterizza il massiccio dello Sciliar.

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3. Castelrotto

Eletto tra i "Borghi più belli d'Italia", Castelrotto è la località più grande della regione dolomitica Alpe di Siusi. Il nome Castelrotto è menzionato per la prima volta nel X secolo e si rifà probabilmente a un castello distrutto in epoca romana, dal latino Castellum Ruptum. Il borgo conta oggi circa 6.500 abitanti e si estende su una superficie di 11.000 ettari, che si sviluppa all’incrocio della Valle Isarco con la Val Gardena e l’Alpe di Siusi, e di cui 5.400 si trovano sull’altipiano dell’Alpe di Siusi. Grazie alle diverse altitudini della vasta area di Castelrotto, il comune è una destinazione turistica ideale tutte le stagioni. Con le sue case affrescate nel centro storico, la chiesa parrocchiale in stile neoclassico, il campanile in stile barocco e i vicoli stretti, il piccolo borgo alpino è un vero gioiello da scoprire dove passeggiare e godere di una delle viste più incredibili dell'Alpe di Siusi. Il borgo ha le tipiche caratteristiche di un borgo medievale arroccato caratterizzato tuttavia da case eccezionalmente dipinte grazie a Eduard Burgauner, figlio di un fornaio del XIX secolo, che voleva trasformare il paese in una grande opera d'arte. Sulle facciate di molti edifici di Castelrotto sono riportati anche numerosi detti e filosofie casalinghe.

Da vari punti della Valle è possibile ammirare l’imponente campanile barocco del paese di Castelrotto che è simbolo dell'importante storia del comune a dominio di un territorio ricco e vasto. Con i suoi 82 metri di altezza e 298 gradini, il campanile della chiesa di Castelrotto è il terzo più alto di tutto l'Alto Adige. È possibile salire fino alla cima del campanile per ammirare la sua antica struttura lignea e le vecchie campane che ancora risuonano. In alto svetta il Colle, un’altura porfirica nel centro di Castelrotto, dove si trovano le sette cappelle del Calvario e la Fontana del Giubileo dell'imperatore Francesco Giuseppe. Verso la fine del XVII secolo, la famiglia Kraus von Sala fece demolire le mura diroccate del castello medievale che sorgeva su questo sito e fece costruire al suo posto un monte Calvario con sette cappelle. L'unica reliquia rimasta del castello che dà un'idea della sua antica grandezza è una delle sue torri, la Burggrafenturm, che è stata trasformata in una doppia cappella. Per celebrare il 60° anniversario nel 1908 dell'ascesa dell'imperatore Francesco Giuseppe I al trono dell'Impero Austro-Ungarico, i cittadini di Castelrotto costruirono la Fontana del Giubileo in un punto centrale e incaricò Eduard Burgauner di decorarlo. Dopo la prima guerra mondiale, per motivi politici, il ritratto dell'imperatore è stato ridipinto e quindi coperto, ma è stato restaurato durante l'ultimo restauro della fontana. Contemporaneamente alla costruzione della fontana, l'intera sommità della collina fu trasformata in un'area ricreativa con panchine e vialetti. Oggi il Colle è attrezzata con un’area ricreativa e giochi per bambini ed è luogo di pellegrinaggio carico di storia e suggestione.

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Castel Prösels

Ai piedi del Massiccio dello Sciliar si trova il Castel Prösels, una delle emergenze più importanti dell'Alpe di Siusi. Il Castel Presule sorge in un territorio che si estende su un dislivello di 2.000 metri, nel delizioso paesaggio di Presule nel comune di Fiè allo Sciliar. Il castello medievale viene citato per la prima volta in un documento del 1279 come "Castrum Presile". Tuttavia, la sua costruzione viene datata intorno al 1200 dai Signori di Fié, dipendenti dei vescovi di Bressanone. Il Castello, come oggi lo vediamo, è un maestoso edificio gotico realizzato da Leonardo da Fiè, castellano del Tirolo, nel 1517 (come testimonia un'iscrizione sulla porta del castello). Nei secoli successivi l'edificio passò a diversi proprietari volte. Il castello è stato anche teatro di processi alle streghe anche se l'effettivo luogo dell'incendio è ancora sconosciuto. Dopo la morte dell'ultimo signore, il consiglio di amministrazione "Kuratorium Schloss Prösels GmbH" ha acquistato il castello nel 1981 come dalla cooperativa e ancora oggi, dopo un accurato restauro, gestisce l'importante monumento organizzando visite guidate pubbliche, mostre ed eventi.

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Eccellenze del territorio

Scoprire l'Alto Adige non vuol dire solo immergersi nei suoi spettacolari panorami, nella natura mozzafiato o nei borghi pittoreschi e gli antichi monumenti, ma significa anche entrare in contatto con le numerose e meravigliose eccellenze che il territorio offre e che hanno creato prodotti unici al mondo di cui vantarsi. Per gli amanti del caffè, e non solo, una visita al Caroma Coffeeseum è d'obbligo con i suoi 800 m² di spazio espositivo per scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul tema caffè. Il caffè è infatti il secondo prodotto più esportato a livello mondiale, dopo il petrolio, eppure pochissimo si conosce sulle sue caratteristiche, sul suo processo produttivo e i suoi prodotti. Nel Coffeeseum vengono rivelate tutti i dettagli che bisogna conoscere sulla storia, coltivazione e torrefazione del caffè, oltre ai segreti per una perfetta preparazione.

I vini del Maso Gump sono tra i più pregevoli e apprezzati dell'Alpe di Siusi. I suoi vigneti si trovano nella Valle Isarco, fra i 400 e gli 800 m s.l.m. Ripidi pendii inclinati che raggiungono pendenze del 60 – 70 %, orientati verso Sud-Ovest e per questo assolati dal mattino al pomeriggio inoltrato, caratterizzano il Maso. Si tratta di terreni morenici calcarei poggiati sul solido strato di porfido quarzifero che da Bolzano si allunga verso nord, offrendo le condizioni migliori per i vitigni che Markus ha scelto di coltivare. Durante il giorno dal Lago di Garda soffia l’Ora, il tiepido vento che garantisce il particolare clima mediterraneo caratteristico della zona meridionale della Valle Isarco. Di notte invece i filari sono rinfrescati dai venti discendenti dalle Dolomiti. Ciò permette di poter produrre alcuni dei vini migliori del territorio come il loro Preasulis Sauvignon Blanc e il Reinassance Pinot noir Riserva. La storia dei vigneti di Maso Gump è legata alla memoria di Castel Presule, dove sono presenti affreschi che raccontano di dame, libagioni, caccia e del vino Gump che deliziava i Signori. Oggi come allora, il maso coltiva vitigni tipici con metodi tradizionali, e curando ogni singola vite solo con il lavoro manuale. Visitare i vitigni Gump è l'occasione per scoprire il rapporto tra passato e presente della tenuta caratterizzato dalla capacità di innovarsi sempre e dall'eccellenza come nella nuova cantina e sala degustazione, scavate all’interno della roccia della montagna, e caratterizzate da un'architettura ardita e d'effetto.

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Zu Plun è oggi la distilleria delle Dolomiti che produce gin, rum, distillati e grappe con ingredienti di montagna. Il Dol Gin, prodotto con le botaniche delle Dolomiti, è sicuramente quello più rappresentativo di queste zone. C’è molto del territorio in questo distillato. Quello probabilmente più affine alle tendenze del momento è lo Yellow Gin, in cui l’aromaticità del ginepro è arricchita dai sentori dei limoni del Garda. Il Grenoir è quello in cui è stato utilizzato il melograno e infine il Salz Gin, arricchito con sale e ostriche, è una chicca per veri intenditori. Le straordinarie sostanze vitali della linfa delle viti altoatesine, da cui i germogli attingono utili antiossidanti, sono alla base dei cosmetici per il viso della linea Acqua Vinea Nobilis, che donano al volto una pelle splendida, sana e perfetta. In primavera, in tutto l'Alto Adige la natura si scuote dal sonno invernale e nei vigneti della tenuta Manincor, affacciati al Lago di Caldaro e coltivati secondo i principi della biodinamica, splendono al sole le "lacrime della vite". La preziosa linfa, il cui potere curativo è conosciuto sin dall'antichità, risale dalle profondità del terreno fino ai tralci recisi, dove viene raccolta con meticolosa attenzione all'interno di bottiglie.

La storia della coltivazione biologica di erbe al Pflegerhof è la storia di una donna determinata e visionaria, Martha Mulser. La famiglia Mulser dal 1980 ha scelto una conduzione del maso a carattere biologico, infatti già dal 1982 vengono coltivate erbe per una passione iniziale della caparbia donna: "Sembra tutto molto bello e semplice, ma le erbe dovevano essere commercializzate e questa non era un'impresa facile. La nostra prima acquirente è stata Elisabeth Kröss, aveva un negozio di prodotti naturali a Lagundo. In media siamo riusciti ad avere 15.000 lire per ogni chilogrammo di merce asciutta, un importo non soddisfacente, specialmente per Richard. I primi anni sono stati duri, anche se il signor Abraham ci ha sempre aiutati dandoci consigli e piantine.", racconta Marta Mulser, "La commercializzazione diretta della nostra impresa è iniziata a Lagundo nel novembre del 1986 in un piccolo mercatino bio nel maso Töller.". Oggi il maso si è sviluppato su un modello di business in Italia e all’estero e rappresenta un’operazione pioneristica che ha creato il più grande e versatile maso di erbe della regione. Da una piccola fattoria di montagna con mucche, capre e pecore nel corso degli anni si è trasformato in un paradiso officinale.

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Hotel di design

L'Alto Adige è un territorio di grandi contrasti, dai paesaggi naturali incontaminati alle architetture contemporanee più ardite. Ne sono un esempio alcuni progetti dello studio noa* che ha realizzato una serie di magnifiche suite di albergo che ampliano lo storico Parc Hotel Florian, situato nel paesino altoatesino di Siusi, ai piedi dello imponente massiccio dello Sciliar, integrato perfettamente nella natura più incontrastata delle Dolomiti, tra alberi secolari, un idilliaco laghetto e una rilassante piscina all'aperto. Si tratta delle dieci nuove Green Suites, immerse in un parco verde senza confini, da cui si può ammirare l'incantevole paesaggio dell'Alpe di Siusi in ogni stagione.

Gfell è un altro hotel progettato da noa* a Fiè allo Sciliar. Incorporato nella collina, sotto un vecchio fienile ristrutturato, il nuovo hotel Gfell offre all'ospite l’emozione di vivere “dentro” la natura. L’hotel Gfell si trova in posizione isolata a poca distanza dal paese di Fiè allo Sciliar, in cima a un declivio da cui la vista spazia su prati e boschi incontaminati. L'albergo è caratterizzato da una costruzione ipogea che minimizza l’impatto dell’intervento nel paesaggio regalando a tutti gli ospiti del nuovo hotel un panorama spettacolare. Nel cuore di Castelrotto, invece, si trova un particolare hotel con spa che affaccia nella graziosa piazza del paesino medievale. Abbracciato da una natura incontaminata, con affaccio sul Massiccio dello Sciliar, direttamente ai piedi dell’Alpe di Siusi, l’altipiano più grande d’Europa, all'Hotel Lamm gli ospiti sono accolti in un'atmosfera elegante e contemporanea da vero hotel di lusso. Fiore all'occhiello della struttura è una magnifica piscina sul tetto con vista mozzafiato dell'alto campanile di Castelrotto e del Massiccio dello Sciliar.

Ristoranti d'eccezione

La cultura culinaria altoatesina è la fusione delle cucine italiana, alpina e mitteleuropea che ha creato un mondo culinario unico e diversificato e una delle cucine regionali più distinte d'Italia e assolutamente da provare per i buongustai. Spesso a fare da sfondo a questa cucina altoatesina unica sono strutture pittoresche, scorsi panoramici mozzafiato e luoghi immersi nel verde più incontaminato. Il ristorante Furschermühle a Siusi allo Sciliar si trova all'interno di un antico mulino restaurato ad arte, costruito direttamente sul torrente Frötsch. L'incantevole ristorante si sviluppa attorno alla macina del mulino, che ha più di 150 anni, e su tre piani. Qui lo spazio con piccoli tavolini in legno e piatti fatti in casa immerge gli ospiti in un'atmosfera accogliente e rilassata. Dalla valle si può salire fino ai 2.000 metri di altezza per pranzare alla malga Tschötsch con vista eccezionale sull'altipiano più esteso d'Europa. Proseguendo la visita al territorio e calandosi nella cultura culinaria più caratteristica della zona, si giunge al ristorante Umser Mühlele (molino di Umes), che si trova in una posizione tranquilla sul sentiero n. 6 che parte a Fiè allo Sciliar e porta al Castello di Presule. Il ristorante offre piatti regionali, tipici e in casa in un ambiente accogliente con splendida vista su Fiè e sul Renon.

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