In molti avranno visto e si saranno commossi davanti al film di Shindler's List di Steven Spielberg. Il film che ha segnato la storia del cinema internazionale si basa su una storia reale, su un personaggio veramente esistito, Oskar Schindler, che da proprietario di una fabbrica di stoviglie a Cracovia riesce a salvare 1100 ebrei da morte certa in un campo di concentramento. Quella fabbrica che è stata la salvezza per tanti ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale oggi è uno dei principali musei di Cracovia. L'Oskar Schindler's Enamel Factory è infatti diventata una delle sedi dislocate del Museo Storico della Città di Cracovia. In questo museo sono ricostruiti alcuni dei luoghi e dei momenti più toccanti della storia della città durante l'invasione tedesca: il ghetto è riproposto fedelmente come anche altri luoghi della città che nella memoria degli ebrei polacchi sono stati più drammatici. E in quella che fu la Fabbrica di Oskar Schindler ci sono anche chiari riferimenti alla storia degli ebrei di Schindler come un monumento di stoviglie smaltate o la scrivania su cui fu scritta quella famosa lista. Ma in quella fabbrica che oggi è un museo c'è anche un'altra storia triste che viene raccontata.

Visitando la Fabryka Emalia Oskara Schindlera, oggi Museo Storico della Città di Cracovia, ci si imbatte in un piccolo foglio scritto a mano, da una calligrafia quasi infantile. Su quel foglio si legge: "Improvvisamente mi resi conto che eravamo murati dentro. Ho avuto tanta paura che alla fine sono scoppiato in lacrime". La firma riportata su questo foglietto però non è una firma qualunque, bensì di Roman Polanski, quando aveva otto anni. Il famoso regista polacco infatti proprio a Cracovia ha vissuto una tragedia: la morte della mamma ebrea in un campo di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale. E in questo bigliettino conservato nel Museo Storico della Città di Cracovia si evoca proprio la triste storia di Polanski.

Anche la miniera di sale di Wieliczka non sorge lontana dalla Fabryka Emalia Oskara Schindlera: un complesso di 1.000 m di profondità con 100 miglia di gallerie sotterranee che venivano Utilizzata per l'estrazione di sale fino al 1996. Candelieri, pavimenti, altari, colonne e paramenti sacri, tutto all'interno della ex miniera è scolpito interamente nel sale. La Miniera di Wieliczka oggi è la Cattedrale di sale sotterranea della Polonia, visitata ogni anno da circa 800.000 persone. Si accede al percorso di visita dell'intera miniera attraverso un pozzo, ma lo sguardo resta sbalordito quando, entrati nella Cattedrale di sale, si ammirano le riproduzioni dell’Ultima Cena di Leonardo Da Vinci, della Crocefissione fino all’apparizione di Cristo agli Apostoli e di tante altre sculture di sale a perdita d'occhio. Le storie da brividi che si raccontano inoltre su questi luoghi sotterranei sono davvero inquietanti.