Fortunatamente nessuna costruzione italiana è nella classifica dei peggiori progetti urbani del mondo stilata dal The Guardian. Inutili e faraonici, le grandi costruzioni, come infrastrutture o aeroporti, possono rappresentare per un paese uno spreco di denaro davvero importante. Sicuramente nel nostro paese negli ultimi anni sono stati affrontati alcuni progetti enormemente costosi, come la Tav o la metropolitana di Napoli, ma per il The Guardian gli sprechi miliardari più rilevanti si trovano altrove, dall'Alaska alla Cina. Si chiamano "elefanti bianchi".

La stazione della metropolitana di Toronto.

Quanto dovrebbe costare un'opera pubblica? Sicuramente per i cittadini di Toronto 3,35 miliardi di dollari sono davvero troppi per una sola stazione della metropolitana. Il piano della città, proclamato un decennio fa, prevedeva la creazione di una linea ferroviaria leggera con sette fermate; poi il progetto si è ridotto a tre fermate; oggi nel sobborgo di Toronto a Scarborough si trova l'unica stazione compiuta della nuova metropolitana dietro un costo di 3,35 miliardi di dollari. Per l'agenzia di trasporti Metrolinx è stato fatto "un uso non consono del denaro pubblico".

Il "ponte verso il nulla" dell'Alaska.

L'Alaska nel 2005 era riuscita a farsi stanziare dal governo di Washington, DC, 223 milioni di dollari per un ponte che doveva unire una città di 80.000 abitanti sulla terraferma all'isola di Gravina dove di abitanti ce ne erano solo 50. Dato il ridottissimo numero di persone a cui l'opera era rivolta, fu nominata "il ponte verso il nulla". Dopo l'uragano Katrina il progetto del ponte fu interrotto e i fondi destinati alla ricostruzione di New Orleans. Nel 2015, quello che restava del ponte iniziato, fu demolito come se non fosse mai esistito, un errore.

Il Four Rivers in Corea del Sud.

Il progetto di restauro di Four Major Rivers è un esempio di crescita verde: oltre a migliorare la qualità dell'acqua nei fiumi Han, Nakdong, Geum e Yeongsan, mirava a creare spazi polivalenti per i residenti locali e migliorare lo sviluppo regionale attorno ai fiumi attraverso la costruzione di 16 dighe. Il costo per queste nuove infrastrutture era di 22 trilioni di won, circa 15 miliardi di sterline. Una volta concluso il lavoro, i sudcoreani hanno manifestato un certo disappunto sull'esito di quest'opera faraonica: "11 su 16 dighe mancano di robustezza, si teme che la qualità dell'acqua si deteriori … ed saranno richiesti costi di manutenzione eccessivi". Oggi la stima di 40.000 miliardi di KRW di benefici economici per il paese sembra solo un miraggio.

L'aeroporto di Berlino-Brandeburgo.

Secondo i piani nel 2012 Berlino sarebbe dovuta essere dotata di un nuovo aeroporto, la cui costruzione era iniziata nel 2006 dietro un costo di 2 miliardi di euro. Oggi l'apertura dell'aeroporto del nuovo aeroporto di Berlino-Brandeburgo è stata inviata al 2019 e il costo è aumentato a 5 miliardi di euro. Intanto il traffico di passeggeri che sarebbe dovuto passare per il nuovo BER è andato a riempire i già molto frequentati aeroporti di Berlino, Tegel e Schönefeld, mettendo a rischio il completamento dell'opera. Sembrerebbe che la mancata apertura del nuovo scalo sia dovuta a diversi problemi ingegneristici "seri" della struttura, oltre ad accuse di corruzione dell'azienda che ha gestito i lavori. Il futuro del nuovo aeroporto di Berlino-Brandeburgo dunque è ancora incerto.

La città di Sochi.

Le Olimpiadi invernali del 2014 hanno rappresentato l'occasione per Sochi, piccola località turistica
per i russi benestanti sul Mar Nero, di espandersi e realizzare 49 nuovi hotel, 13 nuove stazioni ferroviarie rinnovate, cinque nuove scuole, sei centri medici e 200 miglia di strada, tunnel e nuovi ponti. Le opere realizzate per le Olimpiadi hanno avuto un costo che ammonta intorno ai 51 miliardi di dollari, che se si considera il costo di 13 miliardi di dollari per le Olimpiadi del 2016 a Rio de Janeiro, ritenuto un evento sportivo di portata molto maggiore, si comprende l'eccessivo spreco compiuto a Sochi. Oggi il sito olimpico di Sochi è in stato di abbandonato e l'attuale città sembra uno spreco ancora più disastroso mentre si cammina tra le strade fantasma.

La Città delle Arti e delle Scienze di Valencia.

A Valencia, la sua città natale, Santiago Calatrava ha collezionato critiche feroci per la Ciutat de les Arts i les Ciències: ci sono voluti venti anni per realizzare il complesso museale ad un costo di quattro volte superiore rispetto al preventivo iniziale, senza contare i numerosi incidenti di percorso, dal crollo della copertura in ceramica all'umidità e le infiltrazioni d'acqua nella struttura. Il costo iniziale previsto era di 300 milioni di euro ma il progetto a conclusione ha richiesto oltre un miliardo di euro. Nel 2014 Valencia ha citato in giudizio Santiago Calatrava, pagato quasi 100 milioni di euro per il suo lavoro, e il suo studio di architettura per il costo delle riparazioni. L'archistar ne è uscito però indenne.

L'Hotel of Doom di Pyongyang.

Con i suoi 105 piani, 330 metri di altezza piramide, l'Hotel Ryugyong, il grattacielo a forma di piramide a Pyongyang, in Corea del Nord, doveva essere l'hotel più alto del mondo ma la sua costruzione è stata interrotta nel 1992, in seguito al crollo dell'Unione Sovietica, diventando l'edificio abbandonato più alto del mondo. Spesso soprannominato come l'Hotel del Destino (Hotel of Doom), il progetto dello studio Baikdoosan Architects & Engineers è rimasto uno dei più grandi incompiuti della storia nonostante la sua struttura segni fortemente lo skyline della capitale della Corea del Nord. Fino ad oggi il costo per l'edificio è stato di 470 milioni di sterline.