"Se alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli", scrive lo street artist Briancoshock per presentare il suo nuovo progetto "Borderlife" per le strade di Milano. Con un gioco di parole tra "Borderline" e "life" Briancoshock arreda i tombini abbandonati della periferia milanese come case per i senzatetto. C'è un bagno, un salotto o una cucina nei tombini in disuso di Lodi: un intervento che tende a sottolineare le condizioni limite in cui vivono i senzatetto di Milano e del mondo. Il progetto si ispira alla vita dei senzatetto di Bucarest, molti dei quali sono costretti a vivere sottoterra; se ne contano più di 600 che abitano le fogne della città.

Il progetto Borderlife è un esempio di arte effimera, di cui Briancoshock è considerato uno dei padri fondatori. L'artista milanese si pone come obbiettivo appunto quello di produrre opere d’arte che esistono in maniera limitata nello spazio, ma che possano persistere in maniera continuativa nel tempo attraverso la fotografia, i video o i media. I tombini di Milano arredati come case per i senzatetto possono essere vissuti ma servono piuttosto a sottolineare la gravità della situazione dei senzatetto del capoluogo lombardo e del mondo. Nel bagno c'è una doccia ed un accappatoio per chi lo voglia usare; la cucina in miniatura ha tutto il necessario per un pasto; e il salotto è un piccolo spazio di relax: certo non risolveranno il problema del sempre maggior numero di persone senza fissa dimora, ma rappresentano una proposta alternativa ed originale per utilizzare luoghi abbandonati della città al servizio della parte più bisognosa della comunità. Briancoshock è solito utilizzare la sua arte per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dei senzatetto: ricordiamo infatti una delle sue 400 opere in giro per il mondo in cui un cassonetto dell'immondizia era stato trasformato in una casa per una coppia di senzatetto.