Spento l’incendio che lunedì sera ha tragicamente coinvolto la cattedrale di Notre-Dame di Parigi, architetti, restauratori, storici dell'arte e critici, tecnici ed esperti, già discutono sul futuro di un dei simboli più iconici di Parigi e della cristianità. Sono ancora in corso le valutazioni dei danni del drammatico incidente, eppure già c'è chi avanza ipotesi sulla ricostruzione di Notre Dame. Il Presidente Macron ha dichiarato che ci vorranno cinque anni per riaprire la storica cattedrale. E c'è chi, come Massimiliano Fuksas, già immagina un possibile progetto di restauro per Notre Dame: "Pensiamo ad un progetto che unisca tradizione e modernità", spiega il famoso architetto a Sky Tg 24, "E con Doriana abbiamo immaginato una nuova guglia di cristallo, come il Baccarat".

Massimiliano Fuksas ancora non ha un progetto pronto all'uso. Al momento si tratta di ipotesi di ricostruzione e di suggestioni. Come l'architetto italiano ha dichiarato in diretta su Sky Tg 24 il 18 aprile, "Non esiste un modo unico di intervenire, i progetti sono sempre unici e dipendono dal caso in questione ma soprattutto dalle emozioni suscitate". Dopo l'incendio, di cui ancora non si conoscono le cause certe, si sta facendo una analisi dei danni subiti dalla cattedrale. La struttura in pietra dell'iconica Notre Dame sembra aver retto al tragico evento, anche se si avanza con cautela perché si temono cedimenti dovuti alle forte sollecitazioni a cui la cattedrale è stata soggetta per ore sotto le fiamme. Quello che è certo è che sono andati distrutti due terzi del tetto e della struttura in legno che sosteneva Notre Dame, proprio la parte da cui si sarebbe sviluppato il grosso dell’incendio. Si sono salvati invece i tre grandi rosoni Duecenteschi della cattedrale, e diverse opere d'arte che sono state sottratte alle fiamme.

La guglia di Notre Dame

Dopo il crollo della guglia ottocentesca, che sovrastava la cattedrale di Notre Dame, l'architetto Fuksas confessa un grande dolore perché con l'incendio è sparito un simbolo di Parigi, della cristianità e del Medioevo. Per la sua ricostruzione, il primo ministro francese Édouard Philippe ha dichiarato di voler indire un concorso di architettura internazionale.

Secondo le dichiarazione dell'Arch. Fuksas, la sua idea, elaborata assieme alla moglie e partner dello studio, Doriana Fuksas, è quella di realizzare una nuova guglia, contemporanea, che possa dialogare con la preesistenza antica. Il materiale da utilizzare per la nuova guglia dovrà essere moderno, per segnare appunto il tempo in cui è stata realizzata. Gli architetti Fuksas hanno immaginato un oggetto leggero, trasparente, fatto come di cristallo, che di notte si illumina per tornare ad essere un simbolo visivo della città e un faro di speranza.