Detta la Flèche, la guglia di Notre Dame era stata progettata su disegno dell’architetto e restauratore Eugène Emmanuel Viollet-le-Duc nel 1860, in sostituzione dell'antica guglia duecentesca andata distrutta nel 1792. La guglia di le Duc era alta 45 metri e pesava circa 750 tonnellate. La sua posizione centrale, nell'incrocio tra il tetto del transetto e quello della navata principale, permetteva la sua visione da diversi punti della città.

La guglia era costruita con una struttura in legno, che poggiava sui quattro pilastri della crociera, e rivestita in piombo. La base della guglia era caratterizzata da un doppio ordine di finestre: bifore nell'ordine inferiore, monofore in quello superiore. Il suo crollo ha comportato il grave danneggiamento di una delle volte a crociera nella navata centrale. Sulla sommità della guglia di Viollet-le-Duc, a 93 metri di altezza da terra, si trovava un gallo di bronzo che era crollato tra le fiamme insieme alla guglia e si pensava fosse andato perduto. Oggi l'importante gallo è stato ritrovato intatto dopo l'incendio. Non si sa ancora se le antiche reliquie cattoliche che conteneva all'interno siano rimaste inviolate.

Dopo il crollo della guglia e parte del tetto di Notre Dame, il primo ministro francese Édouard Philippe ha dichiarato di voler indire un concorso di architettura internazionale. Il tema del restauro è un argomento molto delicato e sentito in Francia come in Italia. Da quando è nato il concetto d restauro l'Italia e la Francia hanno occupato sempre posizioni diverse, quasi antitetiche, rispetto al restauro. La guglia di Notre Dame stessa, costruita da Violet-le-Duc, è un esempio di tali posizioni. Se l'Italia infatti è la culla del restauro conservativo e critico (quest'ultimo ideato da Roberto Pane nella seconda metà del ‘900), la Francia da secoli predilige un restauro stilistico dei manufatti architettonici. Restauro stilistico era stato anche l'intervento di Vollet-le-Duc nel 1860, quando ricostruì la guglia di Notre Dame, dopo il crollo del 1792. Oggi come allora la questione torna viva e attuale.